La popstar

Cari scrittori, volete visitare mondi narrativi incontaminati? Provate a capovolgere qualche presunta verità sociologica. I cosiddetti opinionisti ci hanno sommerso di certezze a buon mercato sulla natura umana, spiegandoci che il lavoratore medio è un insoddisfatto cronico, imprigionato nell’immaginario dei cinepanettoni. Ci hanno detto che gli impiegati guardano la televisione in stato di ipnosi, ebbri di mitologia pop. Forse non hanno tutti i torti, ma per fortuna le eccezioni non mancano…

LA MOSCA BIANCA.
Tutti invidiano le star. Tutti vorrebbero essere come loro. Tutti tranne Ben Cross.

IL SOGNO DI BEN.
Ben Cross, 19 anni, vuole lavorare in banca per seguire le orme del padre, che lo ha affascinato con mille racconti sulla routine impiegatizia, sul cameratismo tra colleghi, sull’austerità del suo asettico ufficio con le pareti azzurre. Il desiderio di lavorare in banca è il pilastro su cui poggia un progetto di vita che il giovane vuole condividere con Cindy, la sua fidanzata. Ben sogna una villetta, due o tre pargoli, un cane fedele, pranzi natalizi, vacanze al mare senza troppe pretese, soldi messi da parte per il college dei figli, una vecchiaia serena. Ma un apparente colpo di fortuna si mette sulla sua strada…

IL CONCORSO.
Per onorare una scommessa, Ben partecipa a un concorso canoro con un pezzo composto dopo una delusione d’amore. Contro ogni pronostico si aggiudica il primo premio. Ci sa fare, con quella sua voce catarrosa da bluesman. Ma il trionfo è l’inizio di una discesa all’inferno. Una casa discografica gli propone un contratto capestro, che prevede la realizzazione di 10 dischi in 10 anni. Ben tergiversa a lungo, perché il lavoro in banca continua a essere la sua massima aspirazione. Ma in un momento di debolezza, su consiglio di amici e parenti, firma il contratto…

RIMPIANTI.
Sono passati 2 anni. Ben è una popstar che si dibatte nelle sabbie mobili dell’autocommiserazione. Visita spesso la banca in cui ha depositato i suoi guadagni per spiare gli impiegati e i loro ferri del mestiere. Osserva, con una morbosità degna di cure psichiatriche, i videoterminali e le scartoffie accumulate sulle scrivanie, che lo ammaliano con la loro struggente bellezza. Frequenta, nei rari momenti liberi, corsi per corrispondenza su materie bancarie. Ma non si illude sulla possibilità di cambiare strada, perché il mancato rispetto del contratto discografico comporta risarcimenti miliardari. Inoltre, contratto a parte, il nostro uomo ha perso ogni credibilità: gli studi interrotti e il curriculum da popstar di fama mondiale non sono un buon biglietto da visita per un colloquio di assunzione, in particolare quando la sede di lavoro è la filiale di una banca. I selezionatori del personale bancario cercano persone senza grilli per la testa.

TRAGICA BEFFA.
Intanto Cindy è insoddisfatta. Non riconosce più il suo Ben. Il successo lo ha cambiato. Dopo una lite furiosa lo lascia e va a vivere con un impiegato di banca.

LOSCHI AFFARI.
Ben sospetta che la sua casa discografica sia invischiata in un giro di torbidi traffici per conto della mafia. Un dubbio come questo potrebbe gettare nello sconforto chiunque, soprattutto un cantante depresso. Ma Ben non ha niente da perdere e decide di svolgere qualche indagine, con l’aiuto di una segretaria tuttofare e di un fan patito di informatica. Comincia a seguire una pista molto promettente che porta a movimenti bancari sospetti. Finalmente la sua passione per le banche può essergli utile.

THRILLER.
Cari scrittori, qui tira aria di thriller. Non dimenticate nulla: inseguimenti, false piste, scambi di persona, proiettili e killer prezzolati. Mi raccomando: Ben deve rischiare la pelle ogni due o tre pagine. Un attentato durante un concerto può essere un gradevole diversivo, prima dell’avvincente finale.

PROGRAMMA PROTEZIONE TESTIMONI.
Conoscete il Programma Protezione Testimoni? Funziona così: poiché il testimone di un processo in cui è coinvolta la mafia, stando ai fatti di cronaca, rischia ritorsioni molto pericolose per la sua salute, gli viene offerta l’occasione di cambiare aria. Può rifarsi una vita con una nuova identità e un nuovo lavoro, magari in banca…

LE ULTIME RIGHE DEL ROMANZO.
“Ben, sei pronto? Dobbiamo solo inscenare la tua morte. Non sarà difficile: il decesso per overdose è frequente nel mondo della musica. Tra un mese sarai Gavin Smith”.
“Ma potrò lavorare in banca, signor commissario?”.
“Ragazzo mio, potrai fare tutto ciò che vorrai. Io ne so qualcosa”. Il commissario sottolineò queste parole con un sorriso. Era anziano, ma di bell’aspetto. Somigliava a Elvis Presley…

9 thoughts on “La popstar

  1. Camilla P. scrive:

    Questa idea è meravigliosa, non scherzo *_*

    P.S. Gran bel blog, i miei complimenti 🙂

  2. Danilo scrive:

    Grazie mille, Camilla! Benvenuta 🙂
    Torna a trovarmi…
    PS Dopo faccio un giro sul tuo blog con calma!

  3. Camilla P. scrive:

    Tornerò di certo, ora ho il tuo blog fra quelli "da seguire" 🙂

    Beh, grazie; spero ti possa piacere, se vuoi lascia pure un commento 🙂

  4. Apolide scrive:

    Danilo, che dire? Un canovaccio pieno di ironia, simpatico e fresco. Come sempre, originale!

    Apo

  5. Danilo scrive:

    Grazie mille, Apolide!!!

  6. tedomor scrive:

    Caro Danilo,
    che ne dici di questa idea di romanzo da fantascienza work in progress? Sequimi peril resto della storia 🙂

    http://www.rotterdam-industry.com/tyrblog

    Complimenti per il tuo blog! Tyr

  7. Danilo scrive:

    Ciao, grazie Tyr! Ho fatto un salto sul tuo sito! L'idea è molto carina! Questa sera, al termine della giornata lavorativa, guardo con più calma.
    Torna a trovarmi!
    Danilo

  8. un|marco scrive:

    Questa mi piace davvero un bel po'. Il finale "a sorpresa" è il vero colpo di genio!

  9. Danilo scrive:

    Grazie Marco!!!

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