Sette nani

Gli attori che prediligono il metodo Stanislavskij, perfezionato e reso celebre da Lee Strasberg, non si accontentano della verosimiglianza. Vogliono portare in scena la realtà, trasformandosi nei personaggi da interpretare, grazie a un paziente lavoro di immedesimazione. Nel nome dell’autenticità, molti attori hanno affrontato prove quasi eroiche. Robert De Niro, per citare un caso illustre, si è ingozzato di gelati ed è ingrassato a dismisura per una sequenza di pochi minuti, in cui ha mostrato il disfacimento dell’ex pugile Jake La Motta.

DOMANDA.
Cosa accade a chi prende sul serio il metodo Stanislavskij? L’idea che vi propongo oggi, cari scrittori, prende le mosse da questo interrogativo. Vi offro personaggi che applicano il metodo con dedizione assoluta per calarsi nei panni dei sette nani di Biancaneve.

BRONTOLO.
Ottenuta la parte di Brontolo, il nano di cattivo umore, Pino abbandonò i mezzi pubblici e affrontò il traffico urbano con la sua utilitaria. L’esercizio fu utile alla buona riuscita dello spettacolo, ma dopo gli applausi fu ricoverato per esaurimento nervoso.

MAMMOLO.
Keith, un attore cinico e misantropo, preferiva il ruolo del cattivo. Ma gli fu assegnato Mammolo. Per recuperare qualche barlume di bontà, cercò di riconciliarsi con i figli, che non vedeva da dieci anni. Tuttavia le sue tardive dimostrazioni d’affetto non furono ben accolte. I ragazzi sospettavano che il padre fosse in cerca di soldi.

PISOLO
Pisolo era una bella sfida, ma Roger non si perse d’animo. Inventò un esercizio drastico: la privazione del sonno. Sua moglie, vedendolo sempre stanco, cominciò a immaginare relazioni extraconiugali. La scusa del metodo Stanislavskij, a suo parere, non reggeva.

EOLO.
Nella stagione più fredda, Larry mise in soffitta berretti, guanti, cappotti e sciarpe. Cercava di ammalarsi per comprendere il misterioso meccanismo degli starnuti. Amici e parenti erano preoccupati.

DOTTO.
Per interpretare Dotto, il più saggio tra i nani, Luke spense la Tv.

GONGOLO.
Il ruolo di Gongolo mise Wayne in difficoltà. La situazione migliorò quando chiese il divorzio.

CUCCIOLO.
Diventò muto e imbranato come Cucciolo. E proprio in quel periodo si innamorò.

7 thoughts on “Sette nani

  1. Zio Scriba scrive:

    E pensa se il produttore volesse risparmiare, e farlo diventare Biancaneve e il Settenano… con la mia statura, potrei candidarmi io a fare sette nani uno sull'altro?

  2. Sonia Ognibene scrive:

    I "nani" non mi sono mai stati tanto simpatici… ce n'è uno poi che proprio detesto…
    😉

    N.B. Sul mio blog c'è un mio commento al tuo, è molto importante.

  3. Danilo scrive:

    @Zio
    Candidatura accettata! 🙂 Ma attento al metodo Stanislavskij

    @Sonia
    Ah ah, quello lo detesto pure io 🙂

    PS Gli avvisi riguardanti i miei commenti non arrivano? Ecco, al solito la tecnologia rema contro

  4. maispiegarsimeglio scrive:

    Credo che dopo la realizzazione dello spettacolo, gli attori parteciperanno a un incontro con uno psicologo, proprio per analizzare gli effetti che il metodo Stanislavskij ha avuto su un tale esperimento.

  5. Danilo scrive:

    @maispiegarsimeglio
    È un'ipotesi suggestiva. Il romanzo può anche cominciare con una seduta dallo psicologo. Gli attori sono in terapia di gruppo e ripercorrono la vicenda…
    Grazie per il commento. Torna da queste parti 🙂

  6. milo temesvar scrive:

    i nani che si raccontano… un crossover con Pirandello: sette nani in cerca d'autore?

  7. Danilo scrive:

    @Milo
    Ciao! Benvenuto! Oppure, per rimanere in tema: sette nani in cerca di attore 🙂

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