04
nov 14

Gli irrilevanti

Personaggi memorabili? Non proprio.

LA COMPARSA.
Si affaccia nei capitoli in cui non succede nulla, per questo i personaggi che amano il quieto vivere lo implorano di rimanere. Osserva l’assenza di avvenimenti che lo circonda con una grande partecipazione emotiva che non fa trapelare in alcun modo. Ogni volta che viene menzionato il suo nome, il lettore si chiede inutilmente: “Dove l’ho già sentito?”. A volte dice “moriremo tutti” a sproposito. Per esempio in una commedia romantica.

L’UOMO SBAGLIATO.
Palesa la sua inutilità nelle fasi cruciali. Quando occorre un dottore, lui è quello che ha paura del sangue. Quando l’unica soluzione è scalare una montagna, lui ha le vertigini. Quando c’è bisogno di un esperto di arti marziali, lui è un lento e goffo nerd. Quando serve prontezza nelle decisioni, lui è Pippo Civati.

L’UOMO CHE PASSA OLTRE.
È quello che dice “se ne occuperà la polizia”, o “non è affar nostro”. La storia la fanno gli altri. Mica lui.


29
set 14

Gli insonni

Cause d’insonnia per personaggi.

Vivere in uno scenario troppo simile a quello reale.

Tentare di dimenticare il passato in un capitolo pieno di flashback.

Essere presi di mira da assassini che a loro volta soffrono d’insonnia.

Rendersi conto di essere protagonisti di un romanzo di Moccia.

Eccessiva frequenza delle notti buie e tempestose in assenza di riparo.

Essere catapultati in un mondo parallelo e scoprire che Borghezio esiste anche lì.

Avere una doppia vita: di giorno persone come tante altre, di notte protagonisti di vicende così movimentate che giustificano la scrittura di una storia.

Cercare di prender sonno durante un finale ricco di colpi di scena.

Restare intrappolati nell’era Renzi a causa di un guasto della macchina del tempo.

Essere i cattivi in romanzi rivolti a un pubblico di amanti del classico lieto fine in cui trionfano i buoni.


11
set 14

I dissolti

Storie di persone sparite nel nulla. Nell’indifferenza di tutti.

Karl, 38 anni. Visto l’ultima volta nei pressi di un divano troppo comodo. Ma solo perché nessuno è ripassato in quel punto nelle ore successive.

Walter, impiegato della pubblica amministrazione. Scomparso dietro una pila di pratiche arretrate.

John, studente universitario appassionato di Star Trek. Avvistato mentre tornava a casa dopo l’acquisto di una PlayStation penultimo modello. Si teme che non sia più uscito.

Pier, aspirante turista. Visto durante un’interminabile coda in autostrada. Mai approdato al casello.

Jack Spirofsky, personaggio letterario per mestiere. Scomparso per un errore del correttore di bozze, che inspiegabilmente lo ha ribattezzato Jane.

Gian, 28 anni, sfigato. Invitato a una festa per sbaglio, nella splendida cornice di una mastodontica villa. L’unico che ha fatto lo sforzo di ricordare il suo nome è Phil, il pappagallo autistico di Wendy, la proprietaria della villa. Nessuno dei partecipanti lo ha notato.


29
ago 14

I misantropi

Personaggi solitari per scrittori che non temono di essere sbeffeggiati da critica e pubblico.

JEFF.
Nasce in una cittadina americana di provincia, densamente abitata da persone che hanno la cattiva abitudine di rompere il ghiaccio. Pronuncia le prime parole davanti a un gatto persiano e ottiene un compassionevole miagolio come risposta. I suoi genitori sono perfetti: all’inizio fingono di non vederlo, poi sviluppano la capacità di escluderlo dal campo visivo senza sforzo. A scuola mostra doti spiccate: trova nascondigli impensabili in presenza degli esseri viventi di sembianze antropomorfe. Un ventriloquo sul viale del tramonto tenta di rapirlo per usarlo come pupazzo, ma questo progetto è sventato dal provvidenziale intervento di un epistemologo svedese alto più di due metri. Jeff dedica al gigante scandinavo qualche secondo di mutismo riconoscente e poi fugge verso casa, per essere di nuovo accolto da una rassicurante indifferenza.

ROBERT.
Trova lavoro come operaio per un tragico equivoco. Evita di proferir parola davanti agli altri e stringe amicizia con i macchinari più silenziosi, mostrando una particolare predilezione per la vecchia impacchettatrice. Il proprietario della fabbrica, un umanista in incognito, lo ribattezza “impastatore ermetico”. Spera che quel dipendente così enigmatico interrompa il mutismo per chiedere il motivo di tale soprannome. Tutto inutile, Robert non è il tipo che si fa incuriosire dai comportamenti umani.