21
ago 14

Il piromane

INCIPIT
In quel negozio c’erano i migliori fiammiferi della città. “Puoi usarli per bruciare qualsiasi cosa”, gli disse un fumatore di pipa. Olson gli credette. E non notò che la pipa di quell’uomo non produceva fumo, ma nuvole di vapore. Era elettronica.

LA TRAGEDIA
Giovanni Olson, figlio di Bretta e Peter, nasce a Stoccolma in autunno. Suo padre è noto per questa dichiarazione, resa davanti a testimoni attendibili: “Bretta vuole chiamare nostro figlio come l’idraulico italiano che viene a ripararci i rubinetti. Sono d’accordo. Questa coincidenza non desta in me alcun sospetto”. Peter è famoso anche come autore di un feroce omicidio: due proiettili nei cuore di un idraulico, guarda caso italiano.

INFANZIA
Torniamo a Giovanni. L’arresto del padre sconvolge la sua mente. All’età di sei anni è colpito da un singolare disturbo psichico: la fobia per le giornate calde. Ma non se ne accorge nessuno perché il bambino vive in Svezia. Durante l’adolescenza si fa notare per l’inettitudine sportiva. Per fortuna può contare su compagni di classe molto tolleranti. Non lo prendono in giro: si limitano a picchiarlo silenziosamente. Ma Giovanni non sembra turbato da questa circostanza. Poi diventa un piromane.

IL PIANO
Olson comincia a bruciare cose di scarso valore, come i vestiti dei coetanei e alcune risme di CV provenienti dall’Italia, trovate nel magazzino di una multinazionale. Ma il suo scopo è un altro: vuole dar fuoco agli armadi che contengono sogni nei cassetti.

EPILOGO
Un’amara constatazione attende il nostro eroe quando sembra giunto il momento di passare all’azione. Certi armadi sono costruiti con materiali sintetici che non prendono fuoco. Giovanni, costretto ad affrontare i suoi fallimenti, diventa un complottista nemico dei rettiliani. Alla fine riesce a bruciarsi il cervello. Meglio di niente.


05
ago 14

Settima arte

Torna “Stanislavskij”, un’inquietante rubrica di questo blog. Storie di attori disposti a tutto pur di calarsi nel personaggio.

“Per il personaggio di Vincenzo Mollica nessuno è più indicato di te”. Omar fece uno sforzo per non sentirsi offeso e prese quella sentenza con filosofia. Per la settima arte, questo e altro. Tornò in camerino e cominciò a parlare da solo di fronte allo specchio. Lo faceva spesso per farsi coraggio. Prima di congedarsi dalla sua immagine corpulenta (che gli era valsa la parte) disse: “Comincerò a pensare con la sua testa. Parlerò come lui”. Poi si tolse il costume di scena e ne indossò un altro, invisibile. Era teso, sfinito, segnato da una giornata di litigi con la troupe; ma doveva rimanere concentrato. Tornò a casa e notò che Anna, sua moglie, aveva cambiato pettinatura. Sfoggiava un’orribile permanente. “Come mi sta?”, gli chiese. “La tua pettinatura è poetica, sublime, struggente, pura arte”. Omar era soddisfatto: sentiva di essere sulla buona strada.

“Finalmente ho ottenuto la parte di Walter Veltroni. È il sogno della mia vita che si realizza”. Così disse Ivan in conferenza stampa, sparando la sua prima cazzata. Era solo l’inizio. Nei mesi successivi ne avrebbe dette molte altre, per essere pronto a indossare i panni di Veltroni con naturalezza.

Le mattine di Gian erano dedicate alla scrittura. Inventava poesie ispirate ai pensierini di suo figlio, uno scolaro poco dotato della scuola elementare. Riempiva fogli con verbi all’infinito, nel vano tentativo di condensare sulla carta primordiali suggestioni new age. Poi usciva di casa e visitava una rivendita di tappeti, gestita da un suo amico molto paziente. Osservava con attenzione gli articoli del negozio, mentre si facevano calpestare da esponenti della borghesia romana. Voleva carpire i loro segreti, imitare quella loro ossequiosa aderenza al pavimento, per essere un protagonista credibile dello sceneggiato sulla vita di Sandro Bondi.


24
lug 14

Aliens

Alieni per libri di fantascienza.

Gli abitanti di C3xSolon hanno costruito nell’arco di millenni una civiltà socialmente progredita. Lo dimostra il loro netto rifiuto di acquistare prodotti enogastronomici inglesi. Secondo dati attendibili nessuno di loro ha mai usato il nome del pianeta come password. Una prova inconfutabile della loro grande intelligenza è l’avversione per i dischi dei cantanti neomelodici. Non mancano però testimonianze sull’uso di tali dischi, al posto di quelli volanti, per sottomettere popoli delle galassie vicine, tramite diffusione di terrificanti onde sonore.

I Gammesiani, abitanti di un piccolo pianeta della Galassia di Andromeda, hanno sviluppato una tecnologia per i viaggi spaziali che consente di superare la velocità della luce. Ma fingono di non possederla per non correre il rischio di entrare in contatto con gli svizzeri.

Sulla Terra sbarcarono umanoidi dotati di enormi poteri psichici. Volevano conquistare il mondo, ma furono traditi dall’ingenuità. Il sospetto di un’invasione degli ultracorpi si fece strada quando Angela Merkel cominciò a caldeggiare l’entrata degli alieni nell’Unione Europea.

La trattativa con gli abitanti di Spheron sembrava a buon punto, ma fallì perché un ufficiale della marina italiana proiettò per errore sullo schermo della teleconferenza l’ultima puntata di Temptation Island.